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luglio 12 2013

Il futuro per noi è permettere alla bellezza di salvare il mondo

di: Alli Traina
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Il principe Miškin -protagonista de LIdiota di Dosotevskij- era convinto che la bellezza avrebbe salvato il mondo. Tutti ne ridevano e lui era considerato un ingenuo. Chiaramente ne sapeva di più: aveva la capacità di immergersi nelle relazioni umane mettendo a disposizione se stesso per le vite altrui, al contrario degli altri personaggi concentrati solo sul loro ego.

Sta qui la chiave per rinascere e uscire dalla crisi: smettere di pensare secondo schemi egoistici e capire che la bellezza può salvare il mondo. Se tutelata, valorizzata e ripristinata.

Me lo spiega Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, raccontandomi della “Proposta di legge per la bellezza” presentata in Parlamento e di tutte le campagne di Legambiente che, anche a livello nazionale, hanno come denominatore comune questo concetto.

Una bellezza che non è soltanto un ideale estetico ma che si riempie dei concetti di cura, partecipazione, crescita economica e turistica. Poi, come tutti i concetti poetici generano altri concetti poetici, così la tutela della bellezza prevede il diritto a essere felici: vivendo immersi nella propria cultura, nella storia, nella natura non solo cresce l’offerta turistica e l’economia, ma migliora anche la qualità della vita.

Come è successo con la Scala dei Turchi. Quando dopo 23 anni di battaglie, il mese scorso è stata liberata dallo scheletro di cemento armato che la deturpava. Quello è stato per Legambiente un giorno memorabile: adesso quel posto, con la sua scogliera bianca sul mare, è un gioiello. Il recupero di bellezza moltiplicherà il numero di turisti e genererà quella sensazione di appartenenza, di bene comune, capace di far pensare agli spazi pubblici come propri.

«Non si può imporre la bellezza, ma si può farla capire e, attraverso la partecipazione, farla sentire come un interesse proprio». Non è un caso che nella proposta di legge uno degli articoli riguarda proprio il dibattito pubblico, la partecipazione. «L’Italia da sempre è conosciuta come il “Bel Paese”: noi siamo belli per definizione, è la nostra identità» riflette Mimmo. «Bisogna solamente tornare a essere unici: i nostri paesaggi, le nostre diversità sono un dono prezioso che va valorizzato e soprattutto protetto».

La bellezza è la chiave per rendere il nostro futuro degno del suo passato. Bisogna salvarla e si scoprirà cosa è capace di fare: dopo essere stata salvata e protetta, sarà lei a salvare noi e il mondo.

«Vorremmo una nuova classe dirigente che sappia indicare la via che conduce alla bellezza»

www.legambiente.it

www.legambientesicilia.it

COMMENTI
  1. la difesa e la cura della bellezza… che bel progetto! questo ,come gli altri racconti, hanno il grande pregio di indicare vie per la rinascita della nostra sicilia, terra bella, afflitta, ma con grandi potenzialità. complimenti.

  2. Grazie! È vero, ogni racconto è l’inizio di un cammino, la prima orma. C’è questa frase bellissima che credo sintetizzi ciò che sto scoprendo scrivendo le mie storie. È di Eliot. “Noi non cesseremo l’esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere laddove siamo partiti e conoscere quel posto per la prima volta”.

  3. condivido il tuo concetto dell’arte,che anche per me dovrebbe essere il centro
    della civiltà,Apprezzo la tua generosità e
    fiducia nel nostro futuro. Brava.

  4. Grazie Sergio. Io la penso come te. Mi fa piacere condividere questa frase con te. «Se vedo, sento, provo qualcosa che un altro uomo ha fatto, se posso riconoscere una persona dall’impronta che lascia dietro di sé, la sua intelligenza, la sua volontà, i suoi desideri, la sua lotta, -tutto questo, per me, è arte».

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